Suite 1

Suoni e Musica.

Un amico che ti scalda il Cuore!

luna e stelle

Intervista a Mattia Maugeri

Quanti anni hai? Che scuola frequenti?

Ho 12 anni e frequento una scuola media a indirizzo musicale.

Quando hai scoperto di avere la passione per il pianoforte?

A nove anni. Durante la pandemia la sorella di mia madre mi ha regalato un pianoforte perché ero triste, avevo trascorso le feste natalizie senza i nonni.

Qual è stato il primo pezzo che hai suonato?

Una Mattina di Ludovico Einaudi

Ti piace esibirti? Qual è stato il momento che ti ha emozionato di più?

Sì, tantissimo. Il concerto più emozionante è stato quello che ho organizzato in un Jazz club siciliano, il Théme de Yoyo a luglio del 2024. Ho suonato dalle 9 fino alle 11 e mezzo di sera. È stata bellissima anche l’esperienza a Piano city Pordenone dove ho suonato per le strade della città. Ricordo infine il mio primissimo concerto natalizio nella sala prove della banda musicale di Villasanta…si chiamava “Improvvisazioni del cuore” perché non sapevo ancora leggere gli spartiti e ho suonato dei pezzi che avevo imparato a orecchio.

Cosa vuol dire per te avere l’orecchio assoluto?

È un supepotere che mi permette di suonare un pezzo dopo averlo ascoltato una sola volta.

Ti piace di più la musica classica o quella contemporanea?

La musica contemporanea mi piace perché mi mette a mio agio, la musica classica mi permette di allargare i miei orizzonti.

Il tuo autore preferito?

Il mio autore preferito è un musicista concettuale, si chiama Fabrizio Paterlini, compone da 15 anni e io ho avuto la possibilità di conoscerlo durante un concerto in Lussemburgo. Alla fine della serata abbiamo suonato a quattro mani un brano tratto dall’album Autumn stories, Week 4. Ero felicissimo!! Abbiamo anche chiacchierato, è una persona molto simpatica.

E tra gli autori di musica classica?

Chopin, perché è intenso e crea sfumature musicali che mi trasmettono diverse emozioni. Il mio pezzo preferito è il valzer op. 69, n.2.

Qual è il pezzo che ti piacerebbe imparare a suonare e che pensi sia ancora troppo difficile per te?

Il concerto di Colonia di Keith Jarrett, un brano improvvisato dall’artista nel 1975 che dura quasi mezz’ora.

Cosa vuoi fare da grande?

Il concertista, mi permetterebbe di suonare e parlare con il mio pubblico.

Ti piace assistere ai concerti di altri pianisti?

Sì. Ho visto tantissimi concerti: Ludovico Einaudi, Giovanni Allevi, Sofiane Pamart, Joep Beving, Max Richter, Roberto Caccipaglia e tanti altri.

Cosa è per te la musica?

È una forma di vita molto leggera, ti sembra di ascoltare il vento che muove le foglie, la pioggia che tocca la terra, il sole che splende, i colori del cielo all’alba e al tramonto. È come una preghiera, manda via tutto il male.

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